Nel panorama sempre più affollato di etichette, certificazioni, protocolli e disciplinari che cercano di guidarci ad un consumo sempre più consapevole, si corre il rischio di smarrirsi e di fare di tutta l’erba un fascio. In realtà, ovviamente, ogni certificazione risponde a logiche diverse, sia dal punto di vista normativo che dal punto di vista delle procedure di controllo.

Negli ultimi anni il mondo del vino ha seguito il trend generale del settore agricolo verso un tipo di produzione sempre più ecosostenibile e biologico e proprio da questa nuova attenzione è nata la necessità di tutelare il proprio lavoro attraverso delle certificazioni in grado di esprimere il valore aggiunto di questo tipo di produzione. Sempre più spesso, tuttavia, avviene che un tipo di certificazione non venga più ritenuto sufficiente per esprimere e comunicare un certo tipo di approccio al lavoro ed è così che alcuni produttori, sovente supportati dalle associazioni di settore, decidono di unire le forze in un comune progetto di tutela e valorizzazione dei propri prodotti e delle propri terre rivendicando tutta la particolarità della loro esperienza in una nuova certificazione.

Un caso emblematico è rappresentato da The Green Experience, nata tre anni fa per volontà della Coldiretti Cuneo che, tramite l’ascolto delle esigenze dei viticoltori ed usufruendo di tecnici qualificati, ha messo in piedi un network teso a identificare nuove pratiche sostenibili dal punto di vista economico ed ambientale capaci di migliorare i prodotti e di convertire in un vantaggio ogni potenziale vincolo di produzione e trasformazione. La struttura ha coinvolto ben 1.200 aziende piemontesi delle zone delle Langhe e del Roero attorno ad una sorta di manifesto che prevede 10 regole la cui particolarità consiste nell’andare oltre il concetto di biologico allargando il sistema di tutela che non si concentra più solo sul prodotto finito ma prende in considerazione anche l’ambiente esterno che ospita i vigneti ed il rapporto di fiducia e trasparenza con il consumatore. Ecco in sintesi i principi da rispettare per far parte de The Green Experience:

  1. Viticolture e produzioni eco-compatibili ed eco-sostenibili
  2. Tutela della biodiversità e dell’ambiente naturale
  3. Tutela estetica del paesaggio naturale e antropizzato
  4. Priorità alle soluzioni agronomiche e al rispetto del suolo
  5. Eliminazione del diserbo chimico nei filari
  6. Semina di essenze erbacee e floreali nel vigneto
  7. Diffusione di insetti pronubi utili
  8. Collocazione di nidi per uccelli funzionali alla coltura
  9. Rispetto e onestà nei confronti del consumatore
  10. Tracciabilità dei controlli e certificazione esterna

The Green Experience si declina in due brand/certificazioni che si rivolgono da un lato alle produzioni integrate e dall’altro alle produzioni già certificate come biologiche alle quali però somma nuovi parametri per accrescere la sostenibilità ambientale e la cura del paesaggio.

L’obbiettivo della The Green Experience, così come quello di altri progetti analoghi, è quello di valorizzare un dato territorio, rendendo la viticoltura sempre più armonica con l’ambiente che la circonda, per valorizzare il prodotto finito attraverso delle pratiche sempre più specifiche in grado di accrescerne il valore.

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